Da giorni, nei pochi momenti liberi, mi stavo dedicando alla lettura di "Borderlife"...una storia geograficamente lontana ma...per tanti aspetti vicina. D'improvviso, però, un'amica mi scrive e mi suggerisce un libro. "E' una scrittura fresca e immediata che ti prende e non ti molla fino alla fine. Inoltre attraversa l'universo femminile come pochi sanno fare", mi dice. Si tratta di "Dormono tutti tranne me" di Teresa Guida. Pur non convinta di interrompere momentaneamente il viaggio tra Israele e Palestina che l'autrice Dorit Rabinyan mi stava regalando, ieri sera comincio a leggere "Dormono tutti tranne me".
Inizio verso mezzanotte, finisco alle 4. Non riesco a fermarmi, lo leggo tutto d'un fiato, catturata dalla descrizione della vita di una donna, rappresentativa della dimensione femminile. Inizialmente mi faccio prendere dalla storia della protagonista, ma quel che viene descritto diventa presto nella mia mente uno spunto di riflessione. Riflessione sui cento, mille ruoli che una donna deve ricoprire nell'arco della vita. Riflessione sulla difficoltà che si prova nel dare il giusto spazio ad ogni parte del proprio essere. Riflessione sull'immensurabile sforzo di trovare quell'equilibrio perfetto dell'anima che consente di essere una madre che adora i propri figli, una professionista che svolge con passione il proprio lavoro, una metà della coppia che si sente tutt'uno con l'altra metà ma con poco tempo da poterle dedicare, una donna che ha voglia di essere se stessa.
Le difficoltà con cui si scontra la protagonista aprono un mondo...un mondo reale di cui tutte facciamo parte e nel quale cerchiamo di farci largo con l'obiettivo di raggiungere quell'equilibrio perfetto.

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